Camera Eugenia Elvira Ambrosini, scrittrice e poetessa

(Favara 1899 – Palermo 1997)
Nata a Favara (in provincia di Girgenti, oggi Agrigento) nel 1899 da una famiglia di illustri giuristi, grazie ad uno spirito di acuta osservazione conseguì due lauree: una presso la Facoltà di Magistero e l’altra in Scienze Fisiche e Naturali, entrambe a Roma.

Erano tempi in cui per le donne erano considerati sufficienti gli studi elementari o tutt’al più la Scuola Normale, che divenne poi la Scuola Magistrale. Negli universitari ebbe come maestro Luigi Pirandello. Finiti gli studi, conobbe e sposò Francesco Turturici di Caltabellotta, medico, con il quale, dopo una breve permanenza nel paese natio di lui, si spostò prima ad Agrigento, poi a Roma ed infine, dal 1945, a Palermo.

Praticò l’imprenditoria nel settore oleario, ove introdusse macchinari moderni per l’estrazione dell’olio prodotto dagli uliveti dell’agrigentino, e si dedicò alla scrittura.

La sua prosa non si dilunga nella narrazione, ma esalta le emozioni, gli stati d’animo; evoca la caducità delle cose umane, la custodia vigile dei valori, i sentimenti. Senso del dovere, fede nella vita, sacralità dei luoghi evocati nella memoria, culto degli anziani e dell’innocenza dei bambini: sono tutti motivi presenti nel percorso letterario della scrittrice alla ricerca di una felicità che diventi speranza nel futuro.

DSC_9669-Modifica-3
DSC_9629
_DSC0208
_DSC0234

Contemporanea di Luigi Pirandello e di Gabriele D’Annunzio, gli scritti di Elvira Ambrosini sono il frutto maturo e inatteso di una personalità sorprendentemente fresca, che non indulge a mode letterarie. Vi si avvertono il desiderio di candore di fronte alle bruttezze della vita, ma anche la consapevolezza della fine dei sogni: “Voglio ritornar bambina…”. Meditazioni sul senso dell’esistenza e del dolore, esaltazione di un amore alimentato di piccole cose, ma pure di “supreme offerte” e di “supreme rinunzie”. Meditazione di una donna nell’ombra, voce di tante donne che sono vissute nel silenzio e che si sono confrontate con le esperienze di ogni giorno, con le virtù nascoste. Comincia così la “piccola storia antropologica” fatta di cose semplici, di cose comuni, di bei ricordi. Storia di una vita intessuta dei ricordi degli anni passati, dell’avvento nelle case dell’acqua corrente e della luce elettrica, della guerra trascorsa e quindi finita. “Ma”, come scrive Gabriele Sardo, “sia che si assuma a simbolo di verità gli oggetti della nostra quotidianità, sia che insorga verso uno scrittore-mito come Sciascia, suo conterraneo e coevo, rimproverandogli di aver dimenticato il valore del sacrificio della donna nel suo tempo, Elvira Ambrosini dimostra che la parola, quando è autentica, non serve a chiudere la sequenza storica dei nostri giorni, ma a tentare la chiave del loro senso eterno”.

Durante una manifestazione in onore di Elvira Ambrosini, già insignita della Targa dell’Associazione scrittori e artisti, il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ne esaltava la limpidezza dello stile, specchio dell’anima, e l’alto valore imprenditoriale, civile e morale.

null

Servizi in dotazione

La dotazione di ogni camera comprende:

  • Bollitore elettrico con selezione di tisane e tea;
  • “Flying”, frigobar di design;
  • Cassaforte;
  • Tv;
  • Moleskine e lapis per appunti e schizzi di viaggio;
  • Set di cortesia bagno uomo e donna.

null

ABBONATI ALLE NOSTRE NEWS

EnglishItaly