Camera Annamaria Fundarò, architetto

(Alcamo 1936 – Palermo 1999)
Nasce ad Alcamo, in provincia di Trapani, il 24 ottobre 1936, ma presto la famiglia si trasferisce a Palermo.

Le origini della Sua formazione sono improntate alla semplicità e schiettezza della mentalità dell’ambiente agricolo alcamese, da una parte, e all’amore per la cultura ispiratole dalla madre, insegnante al Ginnasio Garibaldi, dall’altra. Qui studiò Annamaria, dove ebbe come professore di lettere Giusto Monaco, insigne letterato e latinista, poi docente universitario e diretto re dell’Istituto nazionale del Dramma Antico di Siracusa, che la portò a iscriversi alla facoltà di Lettere. Ma lo spirito libero e gioioso di Annamaria non era in consonanza con quel corso di studi e fu così che decise di iscriversi alla Facoltà di Architettura dell’Università di Palermo, da poco riattivata grazie a Roberto Caronia che riuscì a far confluire in questa Facoltà personaggi illustri, quali: Spatrisano, Di Stefano, Roberto Basile, Ziino, Caracciolo.

Ma il docente che più di tutti influì sulla formazione Annamaria Fundarò fu il professore Gino Levi Montalcini, del quale divenne assistente, dopo aver conseguito la laurea con il massimo dei voti e la lode.

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Nel 1977 ottenne la Libera Docenza e nel 1987, sempre presso l’Università di Palermo, fondò l’Istituto di Disegno Industriale che, grazie all’alto livello qualitativo, divenne punto di riferimento didattico a livello nazionale, ospitando le migliori personalità del Design italiano per tenere corsi e lezioni. Istituì anche un Dottorato di ricerca ed una Scuola di specializzazione in Disegno Industriale.

Era chiamata a partecipare a tutte le iniziative di ricerca e congressuali in campo internazionale, e invitata spesso a tenere conferenze e interventi, particolarmente in merito all’artigianato siciliano, promosso da Lei con convegni, mostre e seminari sull’archeologia industriale per far si che non andasse disperso questo patrimonio culturale.

Nel 1998 partecipò anche ad un programma di ricerca facente capo all’Università Cilena del Bio-Bio.

Suo grande merito fu anche quello di essersi occupata di riordinare l’archivio dell’architetto palermitano Giuseppe Damiani Almeyda, occupandosi degli incartamenti e della corrispondenza, dei disegni originali che catalogò e fece riprodurre fotograficamente pubblicando così una ricerca sull’antica Vexata Quaestio del concorso per la costruzione del Teatro Massimo di Palermo, oltre ad altri testi e album.

Progettò alcuni allestimenti di importanti mostre, quali: “L’arte del corallo in Sicilia” nel 1986, “Ori e argenti di Sicilia” nel 1988, entrambe presso il Museo Pepoli di Trapani;, ed altre sul Design e l’artigianato a Palermo con il suo istituto, quali: “Il Liberty a Palermo” nel 1972, “Disegni, prototipi e modelli” nel 1979.

Nel 1983 partecipa anche alla mostra “Dal cucchiaio alla città nell’itinerario di cento Designers” al Palazzo dell’Arte alla Triennale di Milano, ed altre ancora. Di alcune di queste sue esperienze lavorative vi è anche traccia nella rubrica di Design che tenne sul Giornale di Sicilia. Ma soprattutto, i suoi lavori didattici e professionali sono stati pubblicati o recensiti sulle più importanti riviste di Architettura italiane e straniere, tra le quali: Domus, Ottagono, Modo, Parametro, Casabella, Architectural Review, “A”+”U”, Architecture and Urbanisme, Ville e Giardini, Baumeister, per citarne alcune.

Tra le sue opere: la risistemazione delle “Quattro Piazzette” nel centro storico di Alcamo; la collaborazione al restauro del Teatro Biondo di Palermo; la collaborazione alla realizzazione dei locali per la Biblioteca Comunale di Salemi nell’ex Collegio dei Gesuiti.

Tra le sue pubblicazioni: “Ceramica Florio”, “Rubrica bibliografica di design”, “Saline di Sicilia” e “ADS Design Sicilia”.

Insomma, Annamaria Fundarò è stata una donna di profonda cultura architettonica che ha dato un grandissimo contributo alla Sicilia.

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Servizi in dotazione

La dotazione di ogni camera comprende:

  • Bollitore elettrico con selezione di tisane e tea;
  • “Flying”, frigobar di design;
  • Cassaforte;
  • Tv;
  • Moleskine e lapis per appunti e schizzi di viaggio;
  • Set di cortesia bagno uomo e donna.

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